Francesco Mannoni è il protagonista del nostro ormai consueto Spazio Biancoverde. Classe ’92, centrocampista dal piede educato Manno, questo il suo diminutivo, è un sardo doc. Si definisce molto paziente lo inserisce nella lista dei suoi pregi. Non ci confessa di essere uno molto attento alla moda, ma lo è e come! Non perde mai l’occasione per sfoggiare il suo stile. Permaloso dice, come molti dei suoi compagni in questo Arzachena. Sardo, dicevamo, di Sassari, il ventottenne è l’emblema della sardità. “Giocare nella nostra terra per noi è sempre una responsabilità in più. Per me  essere tornato nell’isola dopo un anno è stato un vero piacere, avere la famiglia vicino è importante. Giocare in una squadra sarda è una grossa responsabilità che bisogna trasmettere ai compagni di squadra venuti da fuori e noi ci siamo riusciti. I ragazzi hanno capito davvero l’attaccamento che noi sardi nutriamo per questa terra”. “Siamo un gruppo allegro, è difficile trovare nel gruppo il più acculturato, forse Peana” – ride – “Il più chiassoso, definiamolo così ” – sorride ironicamente – “Sirigu senza ombra di dubbio è quello che fa più baccano. Il più irascibile? Un pò tutti!” Francesco è un ragazzo con la testa sulle spalle è già laureato in Scienze Motorie, nel tempo libero oltre ad uscire con gli amici dedica il suo tempo ancora allo studio. Studia per portare a termine il biennio di specialistica. Giocatore d’esperienza, che questa categoria la conosce bene: “E’ un campionato difficile, ogni partita è una finale e nessuna può essere considerata facile. In Serie D ogni domenica bisogna dare il massimo. Sicuramente non meritiamo la posizione in classifica che occupiamo in questo momento. Per noi ora saranno otto finali e siamo consapevoli delle nostre capacità”.

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